Domenica, Settembre 15, 2019
Abbazia San Salvatore Maggiore

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Antignano

ANTIGNANO

(antico castello dell’Abbazia di San Salvatore maggiore)

(tratto dal disegno della porta di legno della chiesa dell’Abbazia di San Salvatore maggiore fatta costruire da Papa Giulio II nel 1506 – Archivio Biblioteca vaticana)

Antignano, antico castello dell’Abbazia di San Salvatore maggiore, di cui attualmente si possono vedere alcuni ruderi, fu fondato sulla sommità dell’attuale Colle Cervino, a circa 800 metri s.l.m..

Ad Antignano c’erano due chiese quella di San Lorenzo e quella di San Pietro riportata nella toponomastica dentro il castello diruto.

Secondo l'epigrafe di Roccaranieri, il conte Raniero distrusse il castello di Antignano, appartenente all'abbazia di San Salvatore Maggiore, per acquisirne il territorio e rendere più sicura la postazione. Gli abitanti del castello di Antignano al Colle Cerviano, secondo tradizione, fondarono il castello di Collis Cerviani, Concerviano, che compare nelle fonti documentarie soltanto all'inizio del secolo successivo. Non sappiamo però che cosa c'era prima del castello.

Dopo la distruzione, il territorio dove sorgeva Antignano fu conteso tra Concerviano e Roccaranieri.

Le vecchie contese fanno la storia di Antignano ed in parte documentano che Roccaranieri quando era appodiato di Belmonte (1817-1853) deteneva i territori di Arpagnano e San Lorenzo, situati sul versante sinistro del Rio, fosso del Mulino. Successivamente gli stessi territori, probabilmente nella seconda metà dell’Ottocento, passano al catasto e quindi alla giurisdizione di Concerviano.

Concerviano e Roccaranieri, a seguito dei diversi assestamenti del confine tra Stato della Chiesa e Regno di Napoli, sono diventati baluardi papali sul vecchio confine, fino al 1861, mentre il castello di San Martino ed il castello di Offeio, anch'essi baluardi papali per secoli, alla vigilia della soppressione dei due stati, furono assegnati al Regno di Napoli, per accordi confinari. A ricordo di quella antica linea di confine resta la Doganella ai Pantani di Concerviano, dove si imbocca la vecchia carrareccia per Capradosso (anche esso castello dell’Abbazia di San Salvatore maggiore), porta di accesso dell’altopiano di Rascino nei pressi del monte Nuria.

Concerviano e Roccaranieri, con i castelli soggetti, controllavano la via della lana, dagli altopiani d'Abruzzo alla Campagna Romana, per questo erano strutturati come postazioni militari, fiscali e stazioni di posta.

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